25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo

Sono ormai passati 76 anni da quel 25 aprile del 1945 in cui finì l’incubo della seconda guerra mondiale e insieme ad essa delle atrocità commesse dai regimi nazifascisti. Ogni anno è giusto ricordare e celebrare questo evento perché, come ha scritto Primo Levi, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

Lo è ancora di più oggi, un tempo difficile in cui purtroppo facciamo l’esperienza del ritorno di episodi brutali e violenti, a sfondo razzista e intollerante, commessi da gruppi che dichiaratamente si rifanno a ideologie e prassi che preferiremmo vedere del tutto scomparse. Non a caso il sindaco del Comune di Stazzema, Maurizio Verona, si è fatto promotore di una proposta di legge popolare antifascista, che al momento avrebbe raggiunto quasi 200.000 firme.

Noi del Comitato Pace e Cooperazione Internazionale del Comune di Chieri cogliamo l’occasione per ribadire, con ferma convinzione, il nostro NO deciso alla violenza fascista, razzista, sessista, omofoba. Lo facciamo oggi più che mai, perché assistiamo ogni giorno di più a fenomeni molto inquietanti di fronte ai quali non possiamo restare indifferenti.

Non possiamo restare indifferenti di fronte

  • al respingimento coatto e violento di persone migranti che fuggono da situazioni di guerre, di miserie e di persecuzioni, cui è impedito anche con la forza militare di superare i confini ed entrare nella UE per poter legalmente procedere a richieste di asilo politico, diritto ad essi riconosciuto da numerosi trattati e costituzioni nazionali e internazionali;
  • a una gestione delle politiche migratorie che scaricano il problema dei migranti alle polizie locali e a trafficanti senza scrupoli;
  • al sostegno e al finanziamento da parte di governi europei, tra cui quello italiano, di luoghi di detenzione dove sulle persone dei migranti viene perpetrata sistematica violenza;
  • al moltiplicarsi di campi profughi, veri e propri lager, dove migliaia di persone in transito, tra cui anche molti minori, sono costrette a rimanere  a tempi indefiniti in situazioni di squallore e di grande sofferenza fisica e morale;
  • alla sempre maggiore erosione dei diritti umani fondamentali riconosciuti dai trattati internazionali, anche da parte dei governi e delle istituzioni sovranazionali come la UE;
  • alla assurda criminalizzazione della solidarietà, sempre più considerata un reato da perseguire penalmente.

Di fronte al dilagare di questi fenomeni non possiamo che ribadire con convinzione e determinazione il nostro NO, cercando di mettere in atto, in rete con tutte le altre forze antifasciste, solidali e nonviolente, comportamenti e azioni di opposizione e di contrasto.

A tutto questo si aggiunge un altro grave motivo che accresce la nostra indignazione e la nostra ferma volontà di resistenza. Come si apprende da varie fonti, pare che il governo Draghi abbia destinato una grossa quota delle risorse del Recovery Plan all’industria degli armamenti. La Rete Italiana Pace e Disarmo a tal proposito scrive “una parte dei fondi del Recovery Plan verrebbe destinata per rinnovare la capacità e i sistemi d‘arma a disposizione dello strumento militare…il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) potrebbe quindi destinare all’acquisizione di nuove armi, i fondi europei per la rinascita dell’Italia dopo la pandemia”.

E tutto questo in piena emergenza sanitaria, quando si è visto come la necessità più impellente della politica sarebbe quella di investire risorse per migliorare gli interventi e l’efficacia della sanità pubblica! E dopo il tanto sbandierato programma di riconvertire in senso più ecologico gli investimenti produttivi!

Noi del Comitato Pace e Cooperazione Internazionale del Comune di Chieri continueremo a occuparci di tale questione con un documento più articolato e, se possibile, con altre iniziative. Per il momento, esprimiamo tutto il nostro dissenso verso scelte politiche ed economiche che, invece di investire in processi di sviluppo civile, ritengono prioritario investire sull’incremento degli armamenti.

NOI RIFIUTIAMO SIA LA LOGICA  DEI LAGER A DANNO DEI MIGRANTI SIA LA  LOGICA DEGLI INVESTIMENTI SULLA PRODUZIONE DI ARMI!

PIU’ CHE MAI OGGI E SEMPRE RESISTENZA!

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