Liberazione città di Chieri

LIBERAZIONE CITTA’ DI CHIERI
Durante la guerra 1943-1945 a Chieri era dislocato un distaccamento dei Vigili del Fuoco in via San Giorgio 19

8 settembre 1943
La notizia dell’armistizio dell’8 settembre 1943 gettò tutta l’Italia non ancora liberata dagli Angloamericani in un clima di caos indescrivibile. Uno dei primi gruppi che sentì il richiamo della lotta di liberazione dall’occupazione dell’esercito tedesco, fu costituito da alcuni Vigili del Fuoco di stanza a Chieri. Essi, tutti giovanissimi, meno di vent’anni di età, (tra cui il Presidente dell’Anpi Gastaldi) il 10 settembre decisero di disertare dal Corpo per unirsi ai partigiani di Aosta.

Nel frattempo anche diversi altri chieresi avevano raggiunto le formazioni partigiane della Val di Lanzo, Barge, Maira, Casotto, d’Ossola, Chisone, Luserna.

Il 18 aprile 1945, il piano di “pianurizzazione” ( in preparazione per la liberazione di Torino) decise per il 19 aprile 1945 l’attacco contro il presidio fascista di Chieri.

Dopo breve combattimento il presidio fascista si arrese e il comandante dell’8^ zona, Barbato, pronunciò dall’albergo Tre Re di piazza Cavour il primo discorso della libera città di Chieri.

LIBERAZIONE CITTA’ DI TORINO
Con la liberazione di Chieri, le formazioni partigiane si attestarono sulle colline circostanti Torino in attesa di attuare il piano E27 “Aldo dice 26×1” che significava: marciate immediatamente su Torino, sconfiggendo ogni eventuale resistenza. Il 26 aprile 1945 oltre seimila uomini erano attestati e pronti all’azione finale.

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