Celebrazione Domenico Folis PinoTorinese 14 Maggio 2019

“Bella ciao” in ricordo del partigiano: la celebrazione a scuola diventa un caso

Una mattinata di festa, sul piazzale delle scuole di Pino Torinese, per ricordare un giovane partigiano, Domenico Folis, al quale è dedicata la scuola elementare del paese. Una cerimonia toccante, presieduta dal Presidente del ANPI di Chieri, Elda Gastaldi, con i ragazzi della scuola media che alla fine intonano “Bella ciao”, seguiti dall’ intera piazza che canta e batte le mani. Il giorno dopo però la doccia fredda: il capogruppo de L’Altra Pino, gruppo di opposizione in Consiglio Comunale, manda un comunicato annunciando un’interrogazione.

La protesta

«In occasione delle più che giuste celebrazioni per il 25 aprile a Pino – scrive Ludovico Sepilli – il Comune e la Scuola pare abbiano posto l’accento in modo vigoroso su una certa politicizzazione di quella che invece dovrebbe essere un’occasione di unità e orgoglio nazionale per la libertà riconquistata. Unità e orgoglio che sarebbe opportuno celebrare con maggior memoria storica. Commemorare un grande pinese come Domenico Folis è qualcosa che mi vede pienamente d’accordo, far cantare ai bambini delle scuole medie “Bella Ciao” a ripetizione mi sembra invece molto meno necessario». Il consigliere aggiunge di aver ricevuto proteste da vari genitori della scuola media: «Chiederò conto con un’interrogazione all’assessore competente di ricostruire al Consiglio Comunale l’accaduto, auspicando che almeno in una comunità come Pino il 25 Aprile possa essere un momento di serena riappacificazione e non di indottrinamento».

La replica

Dalla scuola rimandano le accuse al mittente. «Ma quale indottrinamento – sbotta la preside, Marinella Principiano –: la scelta della canzone è stata dell’insegnante di musica e io la condivido in pieno. Bella ciao è una canzone partigiana e niente era più azzeccato da cantare per ricordare un partigiano. Nessuna politicizzazione». Il sindaco, Alessandra Tosi, è ancora più precisa: «Bella ciao è la canzone della libertà e la libertà non ha posizione politica. Il critico Pestelli ha scritto un libro su questa canzone, che è la più cantata all’estero insieme a Volare. Perché è l’inno della libertà». Domenico Folis era un partigiano di estrazione cattolica. Figlio di contadini di Valle Miglioretti, decide di non aderire alla Repubblica Sociale di Mussolini e, nel febbraio del 1944, entra con altri tre giovani pinesi (Camillo Capra, Giulio Piovano, Luigi Gilardi) nelle formazioni partigiane. Si aggrega alla “Banda Cattolica Partigiana” comandata dal capitano degli alpini Silvio Geuna, un gruppo costituito da una cinquantina di ragazzi, in larga parte provenienti dai gruppi di Azione cattolica. «L’azione nella quale perse la vita – racconta il vice sindaco Paolo Pellegrini – aveva l’obiettivo di verificare le posizione dei fascisti e nazisti in fase di rastrellamento in val Chisone. Cadde il 13 maggio del 1944 durante uno scontro a fuoco. Il 10 giugno del 1945 la salma di Folis venne riesumata dal cimitero di Vilaretto e trasportata a Pino dove, con un corteo funebre che passò per le vie del paese con una grande partecipazione popolare, fu tumulata nel nostro cimitero». Insomma “una polemica pretestuosa e priva di fondamento” stigmatizza il Consiglio d’Istituto. Che in un comunicato sottolinea come “la canzone “Bella ciao”, cantata peraltro due volte soltanto e non “a ripetizione”, è un canto della lotta partigiana nel quale, come chiunque può verificare, non c’è alcun riferimento a questo o a quel partito”.

Fonte: La Stampa Online del 16 Maggio 2019
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