27 Gennaio – La giornata della memoria

Il 27 gennaio ricordiamo la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e con essa il Giorno della Memoria. Questa ricorrenza è riconosciuta dalle Nazioni Unite e venne istituita anche in Italia dal 2001, dopo l’approvazione del Parlamento nel 2000

Il 27 gennaio del 1945 le truppe russe varcando i cancelli di Auschwitz, trovarono corpi ammassati, sguardi atterriti dei pochi sopravvissuti, resti delle baracche, delle camere a gas, dei forni crematori che rappresentavano il simbolo estremo dell’ideologia nazista.

Il razzismo omicida – era esploso al centro dell’Europa, contagiando nazioni e popoli: si possono uccidere sei milioni di individui inermi soltanto se si nega la loro appartenenza al genere umano, la loro stessa esistenza.

Anche in Italia le misure persecutorie messe in atto con le leggi razziali del 1938, la schedatura e la concentrazione nei campi di lavoro anche degli oppositori del regime nazifascista, favorirono enormemente l’ignobile lavoro dei carnefici delle SS.

 Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. La funzione del ricordo, non è un nostalgico voltarsi indietro nella Storia, ma è dare un senso al passato per costruire un futuro che non ne ripeta gli errori. 

Ancora oggi l’odio razziale è divenuto sistema: focolai di odio, di intolleranza, di razzismo, di antisemitismo sono infatti presenti nelle nostre società, nelle scuole e in tante parti del mondo.

A Brescia, Genova, in Val di Susa, Treviso, Perugia, in tempi di pandemia si ripetono sempre più frequenti gli attacchi neofascisti e antisemiti sulle piattaforme per le videoconferenze online.

 A Torino durante la presentazione on line del libro di Lia Tagliacozzo “la generazione del deserto “sono entrate sullo schermo immagini di video nazisti accompagnati da una voce che inneggiava ad Hitler. Si sono così sentite e viste minacce varie come “torneremo a prendervi” o “vi bruceremo tutti”, scritte e insulti in diretta contro gli ebrei e svastiche.

 Ancora una volta l’ANPI conferma il suo impegno per ottenere il rispetto e l’applicazione delle leggi che vietano l’espressione, l’apologia del fascismo e la ricostituzione del partito neonazista.

l’ANPI invita gli antifascisti, i democratici a firmare

la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo, la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”, ideata da Maurizio Verona, Sindaco del Comune di Stazzema, un luogo simbolo per la strage  nazista avvenuta il 12 agosto del 1944 .

L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi e i neonazismi si sconfiggono con la conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni

Elda Gastaldi –  ANPI CHIERI

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